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15 - inserita il 17/05/2017 alle 17.15.16 - COS'È ACCADUTO IL 12.05.2017 - DIFFUSIONE DEL RANSOMWARE WANNACRY - COSA FARE E COME DIFENDERSI - Computer Link srl -
Il 12.05.2017 il RANSOMWARE WANNACRY (!) ha attaccato decine di migliaia di computer in tutto il mondo in oltre 60 paesi, causando una gravissima crisi al sistema sanitario nazionale britannico, colpendo fabbriche e catene di montaggio in Francia, immobilizzando alcune strutture ferroviarie in Germania, oltreché diffondersi su internet con un meccanismo che, per replicazione e quantità di computer attaccati, ha fatto parlare del più grave episodio di attacco informatico hacker di tutti i tempi.

Al momento il malware è in rapida diffusione in Cina, India, Filippine e continente asiatico, mostrando già una serie di varianti del ceppo principale (Wcry, WannaCryptor, WanaCrypt) che rendono urgente ed assolutamente consigliato intervenire con decisione per adottare tutte le misure di difesa necessarie, oltre le comuni strategie di protezione.

Wannacry, agisce propagandosi sulla rete locale attraverso il protocollo di condivisione delle risorse, ed, individuando supporti esterni collegati al pc ed eventuali storage di rete, in background procede molto rapidamente a criptare i file presenti sul sistema, per poi rendersi evidente tramite una schermata contenente una richiesta di riscatto, finalizzata a ricevere la chiave di decifrazione.

Il protocollo usato per la crittografia è a 128 bit, rendendo dunque impossibile qualsiasi tentativo di recuperare i dati.

Oltre le normali strategie di difesa (presenza di antivirus ASSOLUTAMENTE NON GRATUITO) e corrette policy di comportamento nell’utilizzo della posta elettronica per l’apertura degli allegati sospetti, l’utilizzo di link sconosciuti, l’installazione di plugin o lancio di eseguibili da mittenti anche noti, nella fattispecie è necessario adottare su ogni singolo PC e server della rete locale, alcune CAUTELE SPECIFICHE ED ULTERIORI DA ESEGUIRSI TRAMITE PERSONALE TECNICO SPECIALIZZATO, intese:

1. verifica della presenza di specifici servizi attivi che vengono utilizzati dal virus in fase di attacco ed alla loro eventuale disattivazione permanent
2. configurazione di policy di restrizione delle porte utilizzate da WANNACRY sia in entrata che in uscita
. 3. installazione di specifiche patch di sicurezza necessarie per risolvere le vulnerabilità sfruttate dal malware e dalle sue varianti nei vari sistemi operativi presenti in rete, in versione x64 e x86
. 4. verifica degli aggiornamenti necessari ad eliminare le vulnerabilità dei sistemi operativi client e server utilizzati in sede di infezione e propagazione
. Oltre tale attività specifica è D’OBBLIGO IL RICHIAMO AD UNA STRATEGIA DI BACKUP NON RICORSIVA che consenta un’archiviazione schedulata, preferibilmente utilizzando tecniche di IMAGING, per garantire il recupero di tutti i dati, abbattere i costi di eventuale ripristino, consentire l’immediata risoluzione della criticità e ridurre al minimo i tempi di fermo macchina.
14 - inserita il 08/05/2017 alle 8.39.10 - SUBLIME, RIDICOLO A CURA DI ANTONIO GIGLIOTTI - Antonio Gigliotti -
Cari amici,
vi sarete chiesti “che fine ha fatto il Gigliotti?”

Ho atteso di proposito qualche giorno per meglio osservare le reazioni della categoria, di chi dovrebbe difenderla e di chi la rappresenta, alla cosiddetta “manovrina”, che altro non è che un'appendice della manovra di bilancio rivelatesi insufficiente alle richieste di Bruxelles. Volevo studiare la situazione, capire, forse anche influenzato dai rimbrotti e dai rimproveri ricevuti a dicembre, quando fui personalmente ripreso per il mio metodo di approcciare la realtà. “Inutile protestare - mi hanno detto - quello che dobbiamo fare per ottenere risultati è sedersi ai tavoli, dialogare, ricostruire quel dialogo che con il tempo si è perso”.

Bene, al tavolo vi siete seduti, con la conseguenza di far sedere anche noi, i vostri colleghi, per ore e ore, a studiare una manovrina prodotta in fretta e furia e dagli effetti immediati, a tratti in palese violazione dello Statuto del contribuente per l’introduzione di norme con effetto retroattivo. Il tutto, il 24 aprile.

Oserei dire che siamo felici: per una volta anche noi ci siamo seduti a tavola, non i nostri cari per festeggiare il 25 Aprile, o magari (apoteosi del ridicolo), la Festa del Lavoro. No, noi al tavolo ci siamo seduti per studiare norme che vanno a contraddire la ratio stessa per la quale inizialmente non erano state introdotte, vedi lo split payment applicabile anche ai professionisti e tante, troppe, altre cose.

Ora, per quanto abbia cercato di ragionare su quest’ultimo schiaffo a mente il più possibile fredda, mi chiedo… Ma vi rendete conto, cari rappresentanti, che nessuno vi ha interpellato su tutto questo? Se è vero - come pare - che siete comunque soddisfatti dei risultati conseguiti, qual è la ragione di cotanto ottimismo? O più direttamente, ma su quale pianeta vivete? Io, noi, i colleghi con i quali quotidianamente mi rapporto, in tutta sincerità non stiamo proprio capendo che cosa voi stiate facendo per tirarci fuori da questa situazione intollerabile.

Sono pronto ai rimproveri (e magari anche ad eventuali azioni di ritorsione), ma non posso trattenermi dal dirvi che è forse è il caso di ripensare alle strategie. E per favore, non parlate più di sciopero… l’unico risultato che si è ottenuto, grazie al modo in cui è stato gestito, è stato quello di renderci ridicoli. Uno sforzo inutile, perché ridicoli ci sentiamo già tutti i giorni, quando affrontiamo migliaia di cambiamenti, gran parte dei quali non sono altro che capricci procedurali che nulla portano né al contribuente né all’Erario. Ridicoli ci sentiamo ogni giorno, quando spieghiamo ai nostri clienti le continue novità e dobbiamo mendicare un giusto compenso.

Ai nostri rappresentanti chiedo di non trasformarsi in politici avulsi dalla realtà che dovrebbero rappresentare. Di quelli il nostro Paese è già abbondantemente fornito.

Vorrei aggiungere BASTA, ma l’ho detto troppe volte, e nulla cambia.

Beh, almeno un piccolo basta fatemelo dire: per favore, non aggiungiamo ridicolo a ridicolo.
13 - inserita il 08/05/2017 alle 8.34.43 - COMPENSAZIONI SENZA VISTO E PARZIALI: PIÙ ADEMPIMENTI PER I PROFESSIONISTI - IPSOA -
La Manovra correttiva porta in dote non solo un incremento delle entrate a favore dell’Erario, ma anche numerosi adempimenti aggiuntivi a carico degli esercenti arti e professioni. Si tratta di una serie di costi indiretti che traggono la loro origine dall’appesantimento delle richieste che i clienti indirizzeranno verso i professionisti e che dovranno essere esaudite per evitare di creare un danno economico ai propri assistiti. I numerosi adempimenti che si sono aggiunti non sono ancora evidenti, ma gli effetti risulteranno palesi non appena sarà entrata nel vivo la campagna dei modelli dichiarativi.

I nuovi obblighi introdotti dalla Manovra correttiva 2017 riguarderanno soprattutto i soggetti passivi ai fini IVA, siano essi esercenti attività di impresa ovvero di lavoro autonomo. La disposizione di riferimento è rappresentata dall’art. 3 del D.L. n. 50/2017, la cui rubrica è “Disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni”.

La norma “incriminata”, che metterà in seria difficoltà l’operatività degli studi, è rappresentata dal comma 3 dell’art. 3 che, a sua volta, ha modificato l’art. 37, comma 49-bis del D.L. n. 223/2016.


Prima della Manovra correttiva

Prima della modifica normativa in commento, i soggetti titolari di partita IVA che intendevano utilizzare in compensazione il relativo credito per importi superiori a 5.000 euro dovevano utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Si doveva ricorrere all’utilizzo di Fisconline, o Entratel, rivolgendosi anche ad un intermediario abilitato. Per gli importi inferiori era possibile l’utilizzo dell’home banking.

Le descritte modalità di versamento non erano obbligatorie con riferimento alle operazioni di compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi o ai fini IRAP, entro la soglia massima di 15.000 euro (senza apposizione del visto sulla dichiarazione) a condizione che la compensazione non determinasse il completo azzeramento del debito tributario.

Ad esempio

Un soggetto titolare di partita IVA poteva utilizzare in compensazione il credito IRPEF pari a 4.000 euro e risultante dal modello UNICO con il debito IRAP pari a 8.000 euro.

Il modello F24 avrebbe dovuto esporre un debito fiscale di 4.000 euro, ma in questo caso il versamento, al netto della compensazione parziale, avrebbe potuto essere effettuato con i servizi di home banking messi a disposizione dell’istituto di credito. Non era obbligatorio l’utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Dopo la Manovra correttiva

Ora, a seguito dell’approvazione del D.L. n. 50 del 2017, è stato modificato radicalmente il comma 49-bis . Le limitazioni riguardano le compensazioni non più solo ai fini IVA, ma anche relativamente ai crediti delle imposte sui redditi, delle addizionali, originati dalle ritenute alla fonte, dalle imposte sostitutive, dall’IRAP.

L’apposizione del visto sulla dichiarazione dei redditi sarà obbligatoria per gli utilizzi di importi superiori a 5.000 euro e non più 15.000 euro.

Leggi anche
- Manovra correttiva: stretta sulle compensazioni orizzontali
- Manovra correttiva: compensazioni IVA con soglia a 5.000 euro
In pratica il legislatore della Manovra ha equiparato integralmente la disciplina delle compensazioni dei crediti IVA e dei crediti delle imposte sui redditi.

L’unica differenza che continua a permanere riguarda l’obbligo di presentazione preventiva della dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Se si utilizza in compensazione il credito IVA l’operazione potrà essere effettuata solo con decorrenza dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione del modello. Invece se il credito riguarda le imposte sui redditi la compensazione potrà essere effettuata immediatamente con l’unico obbligo, come già ricordato, ed indipendentemente dalla circostanza che la compensazione sia parziale, di utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Ad esempio

Tornando all’esempio precedente, fino lo scorso anno il contribuente poteva versare l’IRAP dovuta, pari a 4.000 euro, al netto della compensazione parziale direttamente con l’home banking della propria banca.

Ora, con decorrenza immediata, il soggetto titolare di partita IVA deve rivolgersi ad un intermediario abilitato per effettuare la stessa compensazione.

In pratica le compensazioni che dovranno effettuare i titolari di partita IVA, ancorché parziali, richiederanno in ogni caso l’utilizzo del software Fisconline o Entratel.

È prevedibile, quindi, che i professionisti siano destinatari di un numero molto più elevato di richieste di assistenza in merito alle operazioni di compensazione. Le richieste saranno continue e assumeranno picchi particolarmente elevati durante il periodo delle dichiarazioni fiscali.

È probabile che i professionisti non siano in grado di gestire queste richieste supplementari di prestazioni o perlomeno non saranno in grado di coprire i costi di gestione dell’attività supplementare.

Si osservi ancora che la nuova formulazione del comma 49-bis , che in precedenza faceva riferimento alle compensazioni di importo superiore a 5.000 euro, ha eliminato qualsiasi limite quantitativo. Pertanto anche le compensazioni parziali, di importo inferiore, che non richiedono l’apposizione del visto sulla dichiarazione, dovranno essere effettuate con Fisconline o Entratel.

Ad esempio

Una società che intende compensare il credito IRES di 200 euro, con il diritto annuale dovuto alla Camera di commercio di 300 euro, dovrà rivolgersi ad un intermediario abilitato per effettuare il versamento netto di 100 euro. In alternativa dovrà utilizzare direttamente Entratel o Fisconline.
12 - inserita il 28/04/2017 alle 13.31.28 - FISCO: COMMERCIALISTI, FINO A MILLE EURO ALL’ANNO PER LIQUIDAZIONI TRIMESTRALI IVA - Comunicato Stampa CNDCEC -
Miani (Presidente nazionale): “Per questo adempimento non è possibile utilizzare Entratel.
Costi per software dedicato insostenibili per i nostri studi”

Roma, 27 aprile 2017 – “La trasmissione telematica delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA, adempimento che vede la sua prima scadenza il 31 maggio, necessita di un software specifico che potrebbe costare ai professionisti fino a mille euro all’anno. Una cifra abnorme e insostenibile per i nostri studi”. E’ quanto afferma il presidente dei commercialisti italiani, Massimo Miani che sottolinea come “questa situazione stia facendo montare nella categoria una grave e crescente insoddisfazione” e lancia un appello “affinché, al fine di non rendere gravoso l’adempimento, si tenti di uniformare le modalità di trasmissione telematica di questi modelli a quelle tradizionalmente in uso per gli altri adempimenti dichiarativi”.

“Gli aspetti che destano maggiore preoccupazione - spiega Miani – sono legati alla firma e soprattutto all’invio telematico dei modelli, in considerazione del fatto che la trasmissione seguirà una strada del tutto nuova, non essendo utilizzabile per questo adempimento il tradizionale servizio Entratel”. “Utilizzando il portale web dell’Agenzia – prosegue il presidente dei commercialisti – si impone l’invio di un distinto file per ciascun contribuente. Ciò costituisce una criticità insormontabile per i professionisti”.

“La modalità alternativa di invio diretto dei dati dal proprio software gestionale, tramite soggetto accreditato – afferma Miani – risulta l’unica concretamente praticabile per i professionisti, ma comporta dei costi aggiuntivi notevolissimi per l’acquisto e l’aggiornamento del software dedicato, costi che in alcuni casi si avvicinano ai mille euro all’anno”. Da qui l’invito dei commercialisti ad uniformare le modalità di trasmissione telematica delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA a quelle in uso per gli altri adempimenti.
11 - inserita il 20/04/2017 alle 10.38.51 - SPLIT PAYMENT: DA LUGLIO ANCHE PER I PROFESSIONISTI - Fiscal Focus -
Tra i provvedimenti contenuti nella c.d. “Manovrina” approvato dal Consiglio dei Ministri n. 23 troviamo anche l’estensione del meccanismo dello Split Paymenta carico dei professionisti, in occasione della riscossione dei propri compensi per prestazioni professionali rese a favore della Pubblica Amministrazione.

Per meglio comprendere gli effetti del Provvedimento dobbiamo ripercorrere un po’ la storia di questo meccanismo:
• introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 (Legge n. 190 del 23.12.2014 – pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 300 del 29.12.2014 – Supplemento ordinario n 99) che ha introdotto l’art. 17 ter del D.P.R. 633/72;
• con il termine split payment intendiamo la scissione dei pagamenti, ovvero la Pubblica Amministrazione corrisponde direttamente ai propri fornitori il solo imponibile mentre l’Imposta sul Valore Aggiunto viene versato direttamente all’Erario;
• la norma introduttiva prevedeva espressamente l’esonero del meccanismo dello split payment in caso di pagamenti di compensi per prestazioni di servizi assoggettati alla ritenuta d’acconto a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche (il riferimento è quindi palesemente rivolto alle prestazioni rese dai liberi professionisti).

Oltre all’estensione della platea dei soggetti a carico dei quali si applicherà il meccanismo dello split payment, questo si applicherà non solo alla Pubblica Amministrazione ma anche a:
• Società pubbliche e controllate (centrali o locali, in via diretta o indiretta);
• Società quotate in Borsa (ad esempio Enel, Eni, Poste Italiane, Telecom Italia, ecc…).

Le novità entreranno in vigore il 01.07.2017.

I professionisti a far data quindi dal 01.07.2017 emetteranno fattura/parcella indicando la seguente dicitura:
• “operazione soggetta alla scissione dei pagamenti (spli payment) con Iva non incassata dal Cedente ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. 633/72”.

Incasseranno solo l’imponibile mentre l’Iva, come già detto, sarà versata direttamente dalla P.A. all’Erario.

Se da un lato è chiaro l’intento dell’Amministrazione Finanziaria, con la nuova norma, di ridurre ancora maggiormente l’ambito dell’evasione di imposta in materia di Iva, garantendo di fatto un impatto positivo in termini di gettito, dall’altra gli esperti, in particolare del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili nutrono profonde perplessità in merito alla gestione dei flussi finanziari da parte dei Liberi Professionisti in capo ai quali continueranno a permanere i seguenti obblighi:
• corresponsione dell’Iva sulle fatture di acquisto ai propri fornitori;
• trattenuta della ritenuta d’acconto ai fini Irpef in occasione dell’incasso delle proprie fatture/parcelle.

In particolar modo il primo obbligo determinerà un “accumulo” di credito Iva non gestibile secondo il principio della detrazione diretta (Iva a debito – Iva a credito) e quindi recuperabile, prevalentemente attraverso il meccanismo delle compensazioni, quindi in tempi più lunghi.

Di fatto pertanto, in termini di flussi finanziari, i professionisti si troveranno a subire la mancata corresponsione del versamento dell’Iva da parte della Pubblica Amministrazione.

Nella valutazione degli effetti di questa nuova norma si dovrà anche tener conto che obiettivo della Pubblica Amministrazione, sempre espressa nella Manovra Correttiva, combattere l’evasione fiscale anche rendendo sempre meno agevole l’utilizzo dei crediti in “compensazione”, limitando la compensazione libera, ovvero senza visto di conformità, da € 15.000,00 a € 5.000,00.
10 - inserita il 17/02/2017 alle 13.24.47 - SCIOPERO COMMERCIALISTI: LA BASE ALZA LA TESTA… PRENDE UNA BELLA BOTTA E SI SVEGLIA CED - A cura di Antonio Gigliotti -
Evviva, evviva! Lo sciopero è stato revocato, perché il MEF ha accolto le nostre richieste! Vittoria! Lo spesometro semestrale sarà rinviato!

Son soddisfazioni, cari amici, non è vero?
Certo che sì, e voglio convincervi di questo, perché i comunicati stampa sprizzano gioia e i giornali titolano che i commercialisti hanno vinto. Quindi, evidentemente, voi che vi lamentate avete torto, ed io sono un populista.
Peggio ancora, voi (con me) siete conniventi con gli evasori, perché non li vogliamo proprio questi spesometri, e nemmeno le comunicazioni trimestrali, e nemmeno l’antiriciclaggio.

E se non li vogliamo (orsù, basta un click!) viene da pensare che sia per proteggere il nemico sociale numero uno, ovvero l’azienda, soprattutto se piccola, ancora peggio se artigiana e commerciante. Avete presente quella gentaglia che si sbatte tutto il giorno in laboratori artigianali o dietro un bancone, e certamente ha milioni di euro sotto il materasso? Avete presente quelli che se gli dici ‘controlla che mi manca una fattura’ ti chiedono ‘Fattura? Malocchio?’. Ecco, proprio quella brutta gente lì. E con loro, VOI, cari amici, avvocati del diavolo, difensori degli evasori, che pigramente incassate somme astronomiche ed avete pure il coraggio di lamentarvi.

Ma che dobbiamo fare, dopo essere stati presi così in giro, da TUTTI, se non prenderci in giro noi per primi?
Amarezza, delusione, sconforto. Sono questi i sentimenti di queste ore, che ci hanno dimostrato senza alcuna ombra di dubbio alcuni punti fermi: 1. Noi NON abbiamo diritto di sciopero, perché se scioperiamo veniamo multati (e chissenefrega della tanto osannata Costituzione). 2. Noi NON abbiamo voglia di lavorare, e per questo è giusto che veniamo castigati. Zitti e muti, produrre! 3. Noi NON siamo degni di considerazione.

E’ stata una SCONFITTA clamorosa su tutta la linea, altro che una vittoria. Guardiamoci in faccia ed ammettiamolo, ci avevamo creduto che per la prima volta la nostra categoria, abituata da sempre a prendere schiaffoni, finalmente facesse sentire forte e chiara la propria voce. Compatti, per la prima volta. Decisi, per la prima volta. E invece? Due caramelle, ci mandano a casa con due caramelle avvelenate, e ‘noi‘ siamo pure contenti.

A questo punto sorge spontaneo un dubbio: CHE CI FACCIAMO in una categoria che ormai ci risultata totalmente aliena? CHI SIAMO dunque noi? Mi riferisco agli studi mono personali, ai piccoli studi, a quelli che seguono le piccole aziende (ma ci rendiamo conto di quante sono e di quanto gettito producono, anche grazie al nostro lavoro?).

Inizio a pensare seriamente di aver cambiato mestiere, senza accorgermene. Io, voi, non siamo più commercialisti, o almeno non siamo il ‘tipo’ di commercialista che viene riconosciuto come tale, nemmeno dai nostri colleghi. Siamo impiegati. Impiegati statali (MA MAGARI!), o più correttamente centri di elaborazione dati, sottopagati (quando va bene).
Mettete insieme tutti gli anni passati chini sui fogli, sommate le quote di iscrizione di iscrizione all’Ordine e tutte le spese correlate allo ‘status’ di Commercialista, e stupite. Ma prima accertatevi di avere un antiacido a portata di mano, pensando a come l’Ordine stesso e le nostre rappresentanze hanno, per l’ennesima volta, ascoltato le NOSTRE rimostranze.

E’ ora di prenderne atto, o le cose cambiano, e subito, o saremo noi a dover cambiare, dirigendo la nostra professionalità in grandi strutture di alta consulenza (diventando un numero NEL mucchio, insomma) o rinunciando alla professione e passare ad elaborare solo dati per tante piccole imprese, che è poi quello che già ci costringono a fare, diventando un numero PER il mucchio.

“Per la mente che vede con chiarezza non c'è necessità di scelta, c'è azione.”
Jiddu Krishnamurti
9 - inserita il 16/02/2017 alle 8.41.11 - MAIL PER I CLIENTI - Studio Pazzaglia -
Gentile Cliente,
il giorno 5 gennaio 2017 è stata proclamata, dai sindacati di categoria dei commercialisti, l’astensione dalle attività.
La decisione dell’astensione è conseguente allo stato di grande disagio in cui versano gli studi, sui quali l’amministrazione finanziaria continua a riversare richieste di centinaia di adempimenti inutili e farraginosi a carico delle imprese e dei cittadini contribuenti.
I sindacati nazionali hanno a più riprese chiesto, in occasione dei Tavoli con il Ministero delle Finanze e con l’Agenzia delle Entrate, la revisione e la razionalizzazione del calendario fiscale ed hanno avanzato proposte di modifica in tal senso alla Legge di stabilità 2017 e al Decreto fiscale 193/2016, non ricevendo risposte sufficientemente soddisfacenti.
Pertanto, in ottemperanza a quanto prevede il Codice di Autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai Dottori Commercialisti e dagli Esperti Contabili, si comunica quanto segue:
L’astensione avrà decorrenza
dalle ore 24:00 del giorno 26.02.2017
e terminerà
alle ore 24:00 del giorno 06.03.2017

e riguarderà le seguenti attività:
• Invio telematico delle dichiarazioni annuali IVA anno 2016
• Rappresentanza in seno alle Commissioni Tributarie

Lo studio aderisce all’astensione solo per le due attività sopra elencate, come previsto dall’astensione proclamata delle sigle sindacali di categoria, pertanto non verranno modificati gli orari di apertura e di chiusura dell’ufficio e saranno altresì espletate regolarmente tutte le altre attività dello studio.

Le nostre ragioni riconducono, ancor prima che alla tutela della nostra categoria, alla difesa dei diritti del contribuente ed in quest’ottica siamo certi che comprenderà le nostre ragioni. Cordiali saluti

Roma lì 15 febbraio 2017
8 - inserita il 13/01/2017 alle 14.06.35 - PROCLAMAZIONE ASTENSIONE COLLETTIVA DELLA CATEGORIA - Fiscal Focus -
COMUNICATO STAMPA ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO Roma, 12 gennaio 2017

Le Associazioni nazionali dei commercialisti, ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO, firmatarie del codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2014, proclamano l’astensione collettiva della categoria.

Nonostante al tavolo di confronto tra le Associazioni scriventi ed il Ministero delle Finanze, aperto prima dell’approvazione della legge di stabilità e del decreto fiscale collegato, siano state presentate, discusse, ed in particolare condivise, numerose proposte di semplificazione fiscale e di razionalizzazione delle scadenze, gli ultimi provvedimenti legislativi, quali il D.L. 193/2016 e la Legge di Stabilità 2017, hanno disatteso le aspettative di semplificazioni aggravando gli adempimenti e disconoscendo ancora una volta il rispetto dello Statuto del contribuente. Si rende pertanto necessaria una azione più netta e decisa per dare voce e corpo alla protesta ed al rifiuto della ormai inaccettabile vessazione dei contribuenti e dei professionisti che li affiancano per assisterli ed aiutarli.

L’astensione, già anticipata nel corso della manifestazione del 14/12/2016, riguarderà le seguenti attività:
Invio telematico delle dichiarazioni annuali IVA relative all’anno 2016;
Rappresentanza in seno alle Commissioni tributarie.

L’astensione avrà decorrenza dalle ore 24:00 del giorno 26.02.2017 e terminerà alle ore 24:00 del giorno 06.03.2017.

Durante il periodo di astensione saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili di cui all’art. 5 del codice di autoregolamentazione vigente.

E’ stato richiesto un incontro al MEF ed all’Agenzia delle Entrate per illustrare le modalità di effettuazione dell’astensione collettiva e per concordare ulteriori dettagli organizzativi.

Sarà cura delle associazioni di categoria organizzare incontri sul territorio per sensibilizzare ed informare i colleghi sulle corrette modalità di astensione.
7 - inserita il 10/01/2017 alle 12.38.29 - CONTABILITÀ SEMPLIFICATE E PRINCIPIO DI CASSA - Circolare 2/17 -
CONTABILITA’ SEMPLIFICATE E REGIME DI CASSA
La Legge di Bilancio 2017 ha riformato il regime contabile delle imprese in contabilità semplificata, introducendo il principio di cassa anche per questa particolare tipologia di contribuenti.
In sintesi, il reddito delle contabilità semplificate per cassa 2017 viene determinato facendo riferimento ai ricavi effettivamente incassati meno i costi effettivamente pagati nel periodo 1/1 – 31/12 di ogni anno solare.
In precedenza (fino al 31/12/2016), i contribuenti titolari di partita IVA nel regime contabile semplificato esercenti attività commerciali e artigianali determinavano il reddito secondo il principio di competenza economica, a prescindere al momento dell’effettivo incasso della fattura. Ovviamente questa circostanza creava dei gravi sfasamenti nel ciclo finanziario di questi contribuenti, soprattutto nel momento in cui i clienti si rivelavano ritardatari.
Infatti per un piccolo artigiano o commerciante il ritardato pagamento di una fornitura si traduceva in gravi difficoltà di carattere operativo.
Per ovviare a tutto ciò la Legge di Stabilità 2017 ha introdotto una nuova regola per gli artigiani ed i commercianti che operano in contabilità semplificata: il loro reddito potrà essere determinato secondo il principio (regime) di cassa.
Per questo sarà di fondamentale importanza che tutti i clienti indichino nelle fatture passive se le stesse siano state pagate o meno, e nelle fatture attive se le stesse siano state riscosse o meno, e ciò al fine di determinare con esattezza il reddito da indicare nella dichiarazione dei redditi annuale (ovvero utilizzo di altri metodi quali prima nota o timbro con pagato o riscosso). Quanto sopra potrà essere evitato mediante l’esercizio di 2 opzioni:
• Opzione contabilità ordinaria
• Opzione documento registrato e pagato
Pertanto dal 1 gennaio 2017, lo studio, per i clienti che hanno adottato la contabilità semplificata disporrà l’applicazione della seguente procedura:
• registri iva integrati (acquisti, vendite, corrispettivi, incassi e pagamenti);
• alla fine del periodo d’imposta considerato stampa dell’elenco dei documenti annotati e consegna al cliente per una verifica;
• compilazione - da parte del cliente - di un elenco/report barrato con i ricavi ed i costi non incassati/pagati;
• acquisizione di tale documento sottoscritto dal cliente per effettuare le rettifiche ai fini delle imposte sui redditi.

A parere di chi scrive il nuovo regime di cassa, introdotto come obbligatorio, è una “finta agevolazione” che invece complica in maniera rilevante la realtà quotidiana dei piccoli artigiani e commercianti, i quali per la loro ridotta dimensione, mal sopportano un nuovo adempimento contabile non delegabile a terzi, ma di assoluta importanza per la corretta determinazione del reddito.
Per questo, auspico che tutte le difficoltà ed asperità, che si presenteranno, soprattutto nel primo anno di applicazione di questa farraginosa normativa, possano, insieme allo studio che rappresento, essere risolte in un’ottica di reciproca e proficua collaborazione.
6 - inserita il 10/01/2017 alle 12.34.11 - NUOVO SPESOMETRO TRIMESTRALE 2017 LEGGE DI BILANCIO - Circolare n. 1/17 -
Secondo le ultime novità introdotte dal decreto legge collegato alla nuova Legge di Bilancio 2017, a partire dal 1° gennaio 2017, arriverà un nuovo strumento in dote all'Agenzia delle Entrate, ossia, il nuovo spesometro analitico trimestrale 2017.
Con il nuovo spesometro analitico, i soggetti passivi IVA obbligati alla comunicazione trimestrale IVA 2017, devono provvedere all'invio, ogni 3 mesi, di tutte le fatture emesse e ricevute, e dei dati inerenti l’IVA a credito e quella a debito.
In tal modo l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione un nuovo meccanismo di verifica e controllo fiscale in tempo reale, su tutti i soggetti che hanno provveduto a comunicare i dati IVA ogni 3 mesi, potendo conoscere, al massimo in 2 settimane dall'invio della comunicazione IVA trimestrale e della comunicazione liquidazione periodica IVA, quanti hanno versato l'IVA dovuta e quanti no.
E’ pertanto evidente come siano state introdotte ben altre 8 comunicazioni telematiche annuali con conseguente aggravio di costi per i contribuenti.

Spesometro trimestrale 2017 scadenza comunicazione IVA e dati liquidazione periodica A partire dallo Spesometro trimestrale 2017, è previsto l'obbligo da parte dei contribuenti di inviare 2 comunicazioni ogni 3 mesi, all'Agenzia delle entrate.
Nello specifico, la comunicazione IVA trimestrale 2017 e la comunicazione liquidazione periodica IVA 2017, vanno inviate per il loro primo anno di applicazione, entro le seguenti scadenze 2017/2018:

Comunicazione spesometro 1° e 2° trimestre: va inviata insieme, per cui con una comunicazione spesometro semestrale entro il 25 luglio 2017.

Comunicazione spesometro trimestre 3°: luglio, agosto e settembre: scadenza 30 novembre 2017;

Comunicazione spesometro trimestre 4°: ottobre, novembre e dicembre: scadenza 28 febbraio 2018.

A partire dal 2018, le scadenze spesometro trimestrale, saranno 30 maggio, 16 settembre, 30 novembre e febbraio dell'anno successivo.

Spesometro trimestrale sanzioni 2017:
Sanzioni Spesometro trimestrale 2017: i contribuenti che omettono l'invio della comunicazione IVA trimestrale o dei dati di liquidazioni periodiche IVA, sono sanzionati con le seguenti sanzioni:
• Omessa o ritardata trasmissione dei dati relativi ad ogni fattura: sanzione minimo 2 euro per fattura ad un massimo di 1.000 euro a trimestre
• Omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche: sanzione minimo 500 euro a massimo 2.000 euro.
Da ciò, la necessità assoluta che tutta la documentazione contabile, e specificatamente: fatture attive, fatture passive, e corrispettivi, siano consegnati allo studio entro e non oltre il decimo giorno successivo al mese di riferimento, consentendo la loro contabilizzazione nei tempi opportuni e con la necessaria tranquillità, onde evitare ritardi ed omissioni che determinino l’applicazione delle sanzioni sopra indicate da parte dell’A.D.E..

Comprendo perfettamente il giusto risentimento di ognuno di voi nel dover, ancora una volta, far fronte all’ennesima vessazione da parte del Fisco, il quale ignora completamente le problematiche quotidiane di “sopravvivenza” di piccole e medie imprese e lavoratori autonomi, e continua ad inventare adempimento su adempimento trasformando tutti in schiavi al servizio della Pubblica Amministrazione, ma purtroppo il mio ruolo di “intermediario” mi impone di eseguire disposizioni pur senza condividerle, cercando, il più possibile di evitare altri danni che si aggiungano alla beffa.
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