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25 - inserita il 14/09/2017 alle 11.15.40 - TENUTA CONTABILITÀ E SISTEMA SANZIONATORIO - Fiscal Studio - Allegato PDF
Comunicazione alla Clientela
24 - inserita il 14/09/2017 alle 11.12.11 - NUOVO SPESOMETRO TRIMESTRALE 2017 E COMUNICAZIONI LIQUIDAZIONI PERIODICHE IVA TRIMESTRALI - Studio Pazzaglia -
NUOVO SPESOMETRO TRIMESTRALE 2017
Nell’introdurre il nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute - spesometro, applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2017, il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 ha definito anche il regime sanzionatorio applicabile in caso di violazione.
Il novellato comma 2-bis dell’art. 11, D.Lgs. n. 471/1997 stabilisce che, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, con un limite massimo di 1.000 euro per ogni trimestre.
La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Non essendo applicabile l’istituto del cumulo giuridico, occorre sommare le sanzioni applicate a ciascuna fattura non comunicata o erroneamente comunicata, fermo restando - come specificato - il limite massimo di 1.000 euro (ridotto a 500 euro se la regolarizzazione avviene nei 15 giorni successivi al termine ordinario).

COMUNICAZIONI LIQUIDAZIONI PERIODICHE IVA TRIMESTRALI
Il D.L. n. 193/2016 ha introdotto con decorrenza 1° gennaio 2017 l’obbligo, per i soggetti passivi IVA, di presentare trimestralmente le comunicazioni delle liquidazioni periodiche effettuate (periodicità che deve essere rispettata dai soggetti IVA che liquidano l’imposta sia con cadenza mensile sia con cadenza trimestrale).
Tale adempimento permette, unitamente a quello relativo all’invio delle comunicazioni trimestrali dei dati relativi alle fatture emesse e ricevute, di verificare che le liquidazioni IVA siano state effettuate correttamente, prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA.
In altri termini, l’incrocio dei dati inviati per il tramite delle due comunicazioni permette una verifica dell’operato del contribuente da parte dell’Agenzia delle Entrate.
L’ omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche sconta una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 2.000 euro. Tale sanzione viene ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza prevista, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

PER QUESTO, CONSIDERATA LA PARTICOLARE COMPLESSITA’ E DIFFICOLTA’ DI TALI ADEMPIMENTI, SI INVITANO TUTTI I GENTILI CLIENTI A COLLABORARE FATTIVAMENTE CONSEGNANDO LA DOCUMENTAZIONE CONTABILE IVA ENTRO E NON OLTRE IL GIORNO 5 DEL MESE SUCCESSIVO A QUELLO DI RIFERIMENTO (FATTURE EMESSE E RICEVUTE E/O CORRISPETTIVI DI SETTEMBRE ENTRO IL 5 OTTOBRE) ONDE CONSENTIRNE LA REGOLARE REGISTRAZIONE NEI TERMINI E LA SUCCESSIVA PREDISPOSIZIONE DEGLI ELENCHI TELEMATICI DA INVIARE ALL’A.D.E..
IN MANCANZA DEL RISPETTO DEI TERMINI COSI’ COME SOPRA INDICATI, LO STUDIO SI SOLLEVA DA QUALSIASI ED OGNI RESPONSABILITA’ AL RIGUARDO.
23 - inserita il 04/08/2017 alle 19.07.48 - SPLIT PAYMENT DAL 1° LUGLIO 2017 - Studio Pazzaglia - Allegato PDF
Il D.L. 24 aprile 2017 n. 50 prevede un ampliamento della disciplina dello split payment (scissione dei pagamenti) con decorrenza dal 1° luglio 2017.
Si ricorda che, prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni (cioè fino al 30 giugno 2017), lo split payment si applicava quando il cessionario acquirente o il committente del servizio destinatario della fattura rientrava tra le “amministrazioni pubbliche”, come definite dall'articolo 1 - comma 2, L. 196/2009, ossia l’elenco ISTAT dei soggetti facenti parte della P.A., elenco che viene periodicamente aggiornato. La fatturazione per questi soggetti doveva essere in formato elettronico.
Dal 1° luglio 2017 lo split payment viene esteso anche alle operazioni effettuate e fatturate nei confronti dei seguenti soggetti:
- le pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato;
- le società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri e delle società controllate da queste ultime;
- le società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri e delle società controllate da queste ultime;
- le società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime;
- le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.
Con la presente si riepiloga la normativa di riferimento e si danno le prime indicazioni operative per le fatture che verranno emesse dal prossimo 1° luglio 2017.
COS’E’ LO SPLIT PAYMENT
Lo split payment è quel meccanismo di applicazione dell’IVA in base al quale:
- il cedente venditore o prestatore del servizio emette fattura con l’annotazione “scissione dei pagamenti”; - il cessionario acquirente versa al proprio fornitore l’importo della fattura relativa alla cessione o alla prestazione al netto dell’IVA e successivamente provvede a versare l’importo dell’IVA direttamente all’Erario;
- il cedente venditore/prestatore del servizio, pur esponendo l’IVA in fattura, non incassando la stessa, non deve farla concorrere alla relativa liquidazione dell’Iva del periodo.
La precedente normativa stabiliva un esonero riguardante i compensi fatturati da professionisti e quindi soggetti a ritenuta. Il D.L. 50/2017 interviene eliminando tale previsione. Pertanto da tale data anche i professionisti dovranno emettere fatture con applicazione dello split payment.
Con decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 27 giugno 2017 sono stati resi pubblici gli elenchi di pubbliche amministrazioni, enti e società, nei cui confronti, dal 1° luglio, diventa obbligatorio fatturare con il meccanismo della scissione dei pagamenti. Questi elenchi saranno aggiornati periodicamente in modo da eliminare dubbi sulle procedure di fatturazione dei fornitori delle Pa, delle società da queste controllate e delle quotate.
IN PRATICA
Si individua il seguente percorso per applicare correttamente la normativa sullo split payment.
I fornitori devono, in primo luogo, operare una prima selezione della propria anagrafica clienti identificando tutti quegli enti e quelle società sottoposti allo split payment che la legge consente di individuare con sufficiente certezza. In modo particolare, utilizzando anche gli elenchi previsti dal DM 27-06-2017 appositamente predisposti, vanno individuate:
- tutte le amministrazioni pubbliche e i soggetti ricompresi nell’articolo 1 - comma 2 della Legge 196/2009. Infatti questi soggetti, corrispondono a tutti coloro che sono soggetti alla fatturazione elettronica obbligatoria e sono inseriti in un apposito elenco ISTAT pubblicato ogni anno entro il 30 settembre;
- le società quotate al Ftse Mib;
- per tutti gli enti e le società per i quali esiste un’incertezza (dovuta all’ampiezza della norma di riferimento) è utile ricorrere al sistema di richiesta previsto dalla norma. In questo caso il fornitore predisporrà una richiesta diretta al cliente per ottenere un’attestazione da cui si evincerà con chiarezza se il regime applicabile per la fatturazione è quello della scissione dei pagamenti. Il cliente è obbligato dalla norma a rispondere e il possesso di tale attestazione obbliga il fornitore ad emettere la fattura a split payment con una implicita riduzione della relativa responsabilità.
ASPETTI CONTABILI DELLO SPLIT PAYMENT
In relazione alle vendite di beni e servizi effettuati a pubbliche amministrazioni o altri enti enti soggetti alla normativa dello split payment come sopra delineata, l’IVA addebitata dal fornitore al cliente nelle relative fatture dovrà essere versata dall’amministrazione acquirente direttamente all’erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo della fattura dal pagamento della relativa imposta. Il meccanismo della scissione dei pagamenti riguarda tutti gli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni, sia quelli effettuati in ambito non commerciale (ossia nella veste istituzionale) che quelli effettuati nell’esercizio di attività d’impresa.
La scissione dei pagamenti: - si applica alle sole operazioni documentate mediante fattura emessa dai fornitori; - non si applica alle operazioni (ad esempio, piccole spese dell’ente pubblico) certificate dal fornitore mediante il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino; - non si applica alle operazioni comprese in regimi speciali IVA, quali i regimi monofase (editoria, generi di Monopolio e fiammiferi, tabacchi lavorati, telefoni pubblici e utilizzo mezzi tecnici, documenti viaggio, do-cumenti di sosta nei parcheggi, case d’asta), il regime del margine, il regime delle agenzie di viaggio, il regime speciale agricolo, il regime forfetario delle associazioni sportive dilettantistiche e quello delle attività di intrattenimento e degli spettacoli viaggianti.
In base al meccanismo della scissione dei pagamenti, quindi: - le Pubbliche Amministrazioni, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell’IVA, devono versare direttamente all’Erario, l’imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori;
- i fornitori emettono la fattura con l’evidenza dell’IVA e con l’annotazione “scissione dei pagamenti" ovvero “split payment” ai sensi dell’articolo 17-ter, D.P.R. 633/1972;
- gli stessi fornitori operano la registrazione delle fatture emesse (annotandole in modo distinto in un’apposita colonna, ovvero mediante appositi codici) riportando, altresì, l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta, ma senza far concorrere la medesima nella liquidazione di periodo;
- la fatturazione elettronica (Fattura PA) delle operazioni è rivolta unicamente ai rapporti con le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, c. 2 L. 196/20091, nonché con le amministrazioni autonome. Rimane in formato cartaceo ad esempio la fatturazione alle società quotate in quanto enti privati. Si allega in calce un esempio di fatturazione e registrazione contabile con lo split payment.

EMISSIONE FATTURA PROFESSIONISTA
Fattura n. 1 del 2 luglio 2017

Emittente
Cliente XXXXX XXXX


Descrizione Imponibile Compenso per …………………… 1.000
IVA 22% 220 (*)
Totale fattura 1.220
- IVA -220
- Ritenuta 20% -200
Netto a pagare 800
(*) Operazione soggetta a scissione dei pagamenti (split payment) ai sensi dell’art. 17-ter D.P.R. 633/1972

Si allega, inoltre la circolare del MEF riguardante l’individuazione degli enti nei confronti dei quali devono essere emesse le fatture elettroniche.

Saluti
Fabio Pazzaglia
22 - inserita il 03/08/2017 alle 19.25.04 - SCADENZE FISCALI DI AGOSTO 2017 - Studio Pazzaglia - Allegato PDF
Alla Spettabile Clientela, in allegato si rende disponibile quanto in oggetto. Cordiali saluti.
21 - inserita il 28/07/2017 alle 11.11.58 - 31 LUGLIO: UNA BUSSOLA NELL’INFINITO DELLE SCADENZE - SANDRA PENNACINI - Informati srl -
Lunedì 31 luglio sono in scadenza tanti adempimenti che riteniamo opportuno sintetizzare quelli che, con maggiore probabilità, saranno da porsi in essere dalla maggior parte degli studi, distinti per “categoria”.

Redditi – IRAP - Contributi scaturenti da modello Redditi – IVA dilazionata nei termini delle imposte.
La prima importante scadenza riguarda le imposte scaturenti dal modello Redditi (imposte sui redditi, sostitutive, IVIE e IVAFE, in acconto per tassazione separata, cedolare secca, IVA dovuta per adeguamento spontaneo agli Studi di Settore etc.) e contributi (INPS artigiani e commercianti contributi oltre il minimale, INPS gestione separata, cassa previdenza Geometri) sempre scaturenti dal modello Redditi, oltre alle somme dovute in base alla dichiarazione IRAP, nonché IVA annuale per la quale si sia scelto il versamento in coincidenza con le scadenze previste per le imposte.

Occorre primariamente tenere conto del fatto che alcuni contribuenti potrebbero aver iniziato una rateazione con decorrenza 30 giugno.Occorre primariamente tenere conto del fatto che alcuni contribuenti potrebbero aver iniziato una rateazione con decorrenza 30 giugno. Costoro, se NON titolari di partita IVA, dovranno versare la seconda rata entro il 31 luglio (mentre per i titolari di partita IVA che abbiano iniziato una rateazione con decorrenza 30 giugno la seconda rata è già scaduta lunedì 17 luglio). Sempre entro il 31 luglio sarà possibile avvalersi del ravvedimento operoso per sanare l'eventuale prima rata impagata alla scadenza originaria del 30 giugno, mantenendo comunque il piano di rateazione inizialmente prescelto e giovando della sanzione ridotta ad un decimo del minimo...

Altresì in scadenza la prima rata per coloro che hanno optato per il versamento “in seconda battuta”, con la maggiorazione dello 0,4%. Si tratta di un termine perentorio per i non titolari di partita IVA, mentre, in considerazione del recente comunicato stampa del MEF del 26/07/2017 coloro che sono tenuti a dichiarare redditi di impresa e di lavoro autonomo potranno godere del maggior termine al 20 agosto (che diventa 21 visto che il 20 agosto è domenica). Resta un punto irrisolto, ovvero quello del corretto comportamento da tenersi nel caso in cui si fosse pianificata una rateazione con inizio al 31 luglio per un contribuente che ora ha i requisiti per rientrare nella proroga. A tal fine si ritiene che ben si possa richiamare quanto a suo tempo statuito dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione 69 del 21 giugno 2012, ovvero che laddove il contribuente intenda non avvalersi della proroga sia comunque possibile versare la prima rata al 31 luglio (ovviamente con maggiorazione dello 0,4%) e seguire di fatto un piano di rateazione che non tiene conto della proroga. Quanto sopra anche alla luce delle improbe difficoltà che dovrebbero affrontare i consulenti nel “richiamare” migliaia di F24 già prenotati in pagamento per il 31 luglio, ma il cui flusso telematico è partito prima che la proroga fosse annunciata (tanto più che sotto alcuni aspetti, al momento della stesura del presente articolo, non è parzialmente nemmeno ancora ufficializzata con DPCM correttivo), ed anche in considerazione che in questo modo, di fatto, si anticipano le somme dovute.

IVA – Modello TR, richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale Termine per la trasmissione telematica del Modello TR, da utilizzarsi, ricorrendone i requisiti, per la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA Trimestrale. Il trimestre di riferimento è il secondo, ovvero i mesi di aprile, maggio e giugno. Attenzione– il modello dovrà essere presentato in base al nuovo tracciato telematico, adeguato alle disposizioni del DL 50/2017 e successive modifiche intervenute in sede di conversione. In buona sostanza il credito scaturente dal TR, laddove venga richiesto per l’utilizzo in compensazione orizzontale in F24 con tributi “non IVA” sarà disponibile a partire dal decimo giorno dalla data di trasmissione telematica del modello stesso, liberamente fino ad un importo di 5.000 euro. Oltre tale soglia, affinché il credito sia compensabile, il TR dovrà essere dotato di visto di conformità o sottoscrizione dell’organo di controllo societario.

770 – Dichiarazione dei sostituti di imposta La scadenza è stata oggetto di numerosi “annunci” di rinvio, non ultimo con comunicato 131 del MEF del 26 luglio. Seppure in mancanza (al momento) del DPCM che ufficializzi il rinvio, la scadenza originariamente prevista per il 31 luglio dovrebbe slittare al 31 ottobre.

Rottamazione cartelle Equitalia – Definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione.
Pagamento unica rata, o prima rata in caso di rateazione, del debito residuo così come comunicato dall’Agente della riscossione (Equitalia etc.). Con il versamento della prima rata si perfeziona l’adesione alla definizione agevolata.

Voluntary Disclosure
In scadenza sempre il 31 luglio il termine per presentare telematicamente la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, volta a regolarizzare le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016 da coloro che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di rilevarli ai fini del monitoraggio o di effettuare i versamenti dovuti. Anche questo adempimento è stato oggetto di annunciata proroga, che però non risulta al momento formalizzata in alcun documento ufficiale del MEF e nemmeno nel recente comunicato stampa.

Casse di previdenza
Numerose sono le Casse di Previdenza che impongono il versamento di somme, o alla presentazione delle dichiarazioni ai fini reddituali e del contributo integrativo, entro il 31 luglio. A titolo esemplificativo e non esaustivo sono tenuti ad adempiere Avvocati, Medici, Giornalisti. Vi è da dire che il termine per le casse di previdenza è genericamente legato a quello per il versamento delle imposte sui redditi, quindi potrebbe essere influenzato dalla proroga al 21 agosto. Se questo è certamente il caso dei Geometri, che determinano i contributi dovuti nel quadro RR di Redditi, diversamente per le altre Casse interessate è opportuna una verifica specifica per ciascuna di esse.

Imposta di registro dovuta per contratti di locazione
Versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 1 luglio 2017 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 1 luglio. L’adempimento ovviamente non interessa coloro che hanno optato per il regime di cedolare secca.

Canone TV
I soggetti obbligati al pagamento del canone per i quali non è possibile l’addebito in bolletta luce posso versare con modello F24, a cadenza semestrale o trimestrale. Il 31 luglio è in scadenza la seconda rata (nel caso di cadenza semestrale), o la terza rata (nel caso di cadenza trimestrale). Entro tale data, altresì, i contribuenti di età pari o superiore ai 75 anni in possesso dei requisiti per richiedere l’esonero dai versamenti a partire dal secondo semestre 2017 devono presentare l’apposita dichiarazione sostitutiva presso l’Agenzia delle Entrate o a mezzo raccomandata.
20 - inserita il 13/07/2017 alle 17.22.52 - E BECCATI STA COMPLIANCE! CONTRIBUENTI E CONSULENTI ALLA CANNA DEL GAS - A cura di Antonio Gigliotti -
Cari amici,
quando il fondo è stato toccato fa ancora più male scoprire che c’è un fondo ancora più profondo. Perdonatemi il gioco di parole, ma veramente la follia ormai non è uno stato solo rasentato. Ci siamo dentro con almeno un piede, mentre l’altro è già nella fossa.

Scorrendo il calendario delle scadenze fiscali di luglio e di agosto è impossibile non rilevare come il sistema fiscale italiano sia ormai un’accozzaglia di adempimenti disarmonica, una follia pura. In mezzo ai redditi da chiudere (non si sa bene come entro fine luglio), insieme ai conteggi di liquidazione IVA mensili e portandosi avanti con i trimestrali, i 770 (la dichiarazione più inutile dell’universo conosciuto), tutti i normali adempimenti ordinari e già con il mal di stomaco per l’invio a ‘fatture e corrispettivi’ dei dati dei primi sei mesi che ci accoglierà al rientro dalle vacanze (che non faremo), eccola, arriva LEI. La magnifica, la generosa, l’accogliente… COMPLIANCE!

Una vera pioggia di lettere per controlli formali sui redditi 2014, che (ma guarda un po’) arriva in queste giornate, tanto abbiamo poco da fare.

Ma non finisce qui! Vi ricordate quando dalle pagine di questo giornale avevamo rilevato come la comunicazione periodica delle liquidazioni IVA con ogni probabilità altro non fosse che uno strumento per rilevare con maggiore celerità gli eventuali versamenti omessi? Ebbene, avevamo centrato in pieno. Non che sia una soddisfazione, anzi, è motivo di maggiore amarezza.

Che succede in questi giorni? Accade che nei cassetti fiscali stanno già arrivando comunicazioni relative a “possibili anomalie” nel versamento IVA dovuta in base appunto alla periodica relativa al PRIMO TRIMESTRE 2017. Le comunicazioni sono già state incrociate con i versamenti, e laddove questi non risultino ecco l’invito a ravvedere. Oppure a far rilevare circostanze per le quali questa difformità tra dichiarato come dovuto ed effettivamente versato non sia corretta, ad esempio a seguito di un’errata indicazione del codice tributo in sede di versamento. In questi casi, bontà loro, trenta giorni per controllare e far valere le proprie ragioni tramite il canale CIVIS.

Non vedevamo l’ora, cari colleghi, in pieno cataclisma fiscale, di dover già controllare i versamenti del primo trimestre IVA 2017, vero?

E soprattutto, non vedevano l’ora i nostri clienti di vedersi recapitare queste missive. Cerchiamo di essere seri, e concreti. Ma vi pare che un soggetto evasore si prenda la briga di tenere la contabilità ed inviare la comunicazione periodica? No, ovviamente. Quindi a chi arriva questa comunicazione? Certamente all’azienda in difficoltà, una delle migliaia per non dire milioni di aziende che stanno facendo di tutto per sopravvivere ma proprio non ce la fanno. Aziende serie, che dichiarano quello che dovrebbero pagare, che non si nascondono, ma che semplicemente non ce la fanno ad onorare le scadenze nei tempi previsti, perché magari con il poco che ormai incassano preferiscono pagare gli stipendi dei dipendenti, degli operai, sostentare la propria famiglia già fin troppo sacrificata, pagare gli affitti degli uffici, delle officine e poi, magari, pensare anche all’Iva.

Ciò che fa ancora più male, e che denota la fame di denaro dell’Erario, è la tempistica. Le missive che abbiamo visionato sono state emesse proprio in questi giorni, con specifica che sono stati considerati i versamenti effettuati fino a metà giugno. Tradotto in parole povere, se il pagamento dovuto entro metà maggio non è stato ravveduto entro metà giugno ecco che già si viene considerato contribuente inadempiente, degno di missiva, che tra le righe intima il pagamento, mascherata da “caro contribuente io fisco amico ti faccio un favore e te lo ricordo… perché evidentemente sei tanto distratto”.

Un’altra pratica da fare per noi, sempre al servizio di lor signori, ed un’altra preoccupazione per gli imprenditori che ormai si sentono, giustamente, perseguitati, tanto più dopo che gli si è “venduta” l’informazione del ravvedimento lungo, studiato, si diceva, proprio per dare fiato alle aziende. Certamente il ricevimento di questa comunicazione di compliance non inibisce il ravvedimento, anzi, lo stesso è espressamente richiamato nella lettera, tuttavia è evidente che l’impatto emotivo c’è.

La tortura continua quindi, anzi, si dota di strumenti sempre più invasivi. Non ci resta che la canna del gas!
19 - inserita il 14/06/2017 alle 10.19.44 - VANNA MARCHI 2.0 VA IN SENATO, NOI RESTIAMO DOVE CI MERITIAMO - A cura di Antonio Gigliotti -
Cari amici,
che dire. Quando pensi di aver visto proprio tutto il peggio, certamente qualcosa sopraggiungerà a farti ricredere. Non bastava lo spazio mediatico concesso al cosiddetto “Vanna marchi 2.0” da Le Iene. Non bastava che la richiesta di replica sia stata semplicemente ignorata. No, adesso pare che avremo una ‘meravigliosa’ conferenza stampa, avente ad oggetto “La rinuncia dei redditi, come resistere alla pressione fiscale”. La notizia, se confermata, è da far tremare i polsi.

Il Sig. Vanna Marchi 2.0 assurgerà agli onori niente meno che del SENATO DELLA REPUBBLICA.

Eh sì, gira in rete una locandina, della cui veridicità purtroppo pare non sussistano più dubbi, nella quale la foto di questo signore campeggia a fianco del logo del Senato, ivi invitato a relazionare. E qua, cari amici, probabilmente vi aspettate invettive di ogni genere.

E invece no. C’è una sola cosa da dire: bravo “Vanna Marchi 2.0”.

Di più, mi sa che ci serve una consulenza e non certo fiscale!

Dei “consigli” di questo signore siamo ben consci, ed il fatto che gli venga consentito, anzi, che venga espressamente invitato in Senato è (l’ennesimo) peggiore, umiliante, stratosferico schiaffo che tutti noi potevamo ricevere.
Ma è altrettanto vero che da questo signore non abbiamo altro che da imparare. Perché lui è un ottimo imprenditore di sé stesso. Lui, pressoché da solo, è riuscito ad acquisire una credibilità, un interesse attorno al suo operato, incredibilmente vasto, e con quali prodotti!
Mentre noi, nonostante gli sforzi continui profusi in studio e le ingenti somme che versiamo all’Ordine, non siamo in grado di promuovere la nostra (reale!) professionalità. E dire cha abbiamo speso “fiumi” di soldi in comunicazione, pensate un po’, i risultati, noi che eravamo UTILI AL PAESE, ci dicevano.
Noi che non siamo in grado di difenderci dai mille attacchi quotidianamente sferrati alla nostra professione.

Ma LA COLPA È SOLO NOSTRA.

Continuiamo a guardare altrove, mentre il problema è in casa nostra. Arrivano le Comunicazioni delle Liquidazioni IVA, e con chi ce la prendiamo? Con le software house! Certo, abbiamo speso un sacco di soldi, ma la colpa non è certo (o solo) dei produttori software. Loro si sono trovati con un extra lavoro, e come è giusto che sia, hanno richiesto di essere pagati. Se poi noi non riusciamo a nostra volta a richiedere il giusto compenso, di chi è la colpa?

La colpa è solo nostra, chiusi nel nostro bozzo, stretti alla gola da falsi colletti di deontologia volti a soffocare il grido di un’intera categoria che sta morendo e di cui ancora non hanno capito la gravità.

E quindi ora non lamentiamoci del Vanna Marchi 2.0 della situazione in Senato, ce lo siamo meritati. Ce lo siamo proprio guadagnati, con la nostra credulità, con la nostra ignavia.
Anzi, quasi quasi lo raggiungo per farmi dare due dritte sul come farsi apprezzare e rispettare, visto che, fino a prova contraria, noi ne avremmo diritto almeno quanto lui.
E magari ci vado in taxi, (ci sarei andato di corsa o a nuoto), così mi faccio dare anche due dritte su come si sciopera veramente, visto che si parla ancora di sciopero e dopo la “bella figura” che ci hanno fatto fare, e quindi imparare su come inchiodare uno Stato che ci prende a sberle continuamente, mentre un solo nostro mancato click lo potrebbe mettere in ginocchio.

Continuiamo così, cari amici. Va tutto bene.
18 - inserita il 29/05/2017 alle 21.02.49 - CONTRIBUENTI CREDULONI - A cura di Antonio Gigliotti -
Cari amici,
la campagna 730 è cominciata da un po’ e noi, già sommersi da tante inutili incombenze, ci troviamo a dover affrontare anche la questione dei precompilati. Iniziamo mettendo un punto fermo: il 730 precompilato ritengo sia una delle grande bufale propinate negli ultimi tempi, null’altro che un bel giochino per contribuenti creduloni. Insomma, un flop assoluto e ciò nonostante, ne sono certo, anche quest’anno si griderà al trionfo dell’operazione andando a vantare ‘il sempre crescente numero di contribuenti che hanno usufruito del servizio’.

Allora, cominciamo a dare il giusto significato alle parole, cercando di smettere una volta per tutte di farci prendere in giro. Innanzi tutto il fatto che un contribuente accetti il precompilato non significa affatto che abbia accettato un qualcosa di corretto. Di più, non è affatto certo che abbia compreso COSA accettava. Sembrerebbe banale, eppure riceviamo un numero crescente di segnalazioni di contribuenti che, dopo aver accettato, corrono dal consulente pretendendo che rimedi alle incompletezze/inesattezze del 730 precompilato.

Cosa verifichiamo quotidianamente nei nostri studi? Semplicemente che trovare un 730 precompilato corretto, accettabile senza modifiche, è evento da segnare negli annali. E diversamente non potrebbe essere, per la natura stessa del nostro sistema tributario, pregno di ‘se e di ma’, che richiede studio e ragionamento su ogni singola pezza giustificativa, altro che un inconsulto flusso di dati.

C’è veramente di tutto in questi precompilati: figli che appaiono e scompaiono, mutui con interessi regolarmente comunicati dalla banca ma da confermarsi per essere computati in detrazione, ristrutturazioni delle quali risulta pervenuto un bonifico sì e uno no, ed in ogni caso il rigo è da confermarsi, altrimenti in detrazione andrà ZERO. E non finisce qui! Oltre a questi casi, che tutto sommato sono di facile individuazione (ma non risoluzione) da parte di un contribuente un minimo accorto, ci sono quelli più subdoli, come la compresenza di una CU di lavoro dipendente e di mobilità, del ché (scritto piccolino piccolino), entrando nel precompilato si rinviene la segnalazione che i giorni di spettanza delle detrazioni non sono stati inseriti ed è compito del malcapitato di turno calcolarli. Situazione subdola, dicevo, perché entrando nel quadro dei redditi di lavoro dipendente i redditi e le ritenute subite sono esposti, peccato che manchino appunto i giorni per i quali spettano le detrazioni, con la conseguenza che ci si vede affibbiare un conguaglio “da paura”, e non dovuto.

E delle spese mediche, vogliamo parlare? Trovare una coincidenza con la documentazione a proprie mani è un lavoro lungo e laborioso, e spessissimo, la coincidenza proprio non c’è. In tutto questo, ecco il trappolone… non molti hanno ben presente che il modificare un dato qualsiasi del precompilato, fa sì che si possa essere controllati su tutti i dati inseriti. Vogliamo aprire una scommessa su quanti contribuenti ‘fai da te’ hanno trovato maggiori spese mediche di quelle delle quali hanno documentazione e hanno modificato il precompilato per una o più spese di tipo diverso non indicate, ma si son ben guardati dal correggere le mediche ‘tanto se me lo dice lo Stato non mi controllano’?. Eh no, signori, non funziona così.

Torniamo a noi. Un solo dato vorremmo avere, a fine campagna 730: non quanti precompilati sono stati utilizzati, bensì quanti precompilati sono stati CONFERMATI così come proposti. Sarebbe già un indicatore dell’inaffidabilità dello strumento, cui fanno da contraltare le ore di lavoro e le spese sostenute dalle imprese e dai diversi enti per inviare quella montagna di dati, sostanzialmente inutili.
Resteranno comunque sconosciuti tutti quei precompilati errati e tuttavia accettati, e come tali non sanzionabili. E’ curioso però notare come quasi sempre i dati che mancano nella precompilata sono costituiti da spese, oneri, detrazioni o elementi che determinano detrazioni.
Insomma, di solito manca (o deve essere confermato) tutto ciò che va a determinare un minor gettito. E così, per risparmiare - salvo ripensamenti postumi - la consulenza del professionista, l’aver creduto nel precompilato potrebbe essere costato molto caro, in termini di imposte, al contribuente.

Cari amici, ma vorremmo mica stupirci? Siamo in uno Stato che emette una circolare di oltre 300 pagine sulla compilazione del 730, e contestualmente vuole ‘vendere’ che sia tutto fatto, basta un click! (…quand’è che ho già sentito questa frase?). Come si può immaginare che un contribuente possa affrontare tutto questo in autonomia? Come ci si può credere?

In conclusione, abbraccio quando recentemente postato da un collega. Riportava la telefonata intercorsa con un cliente, accortosi di aver accettato un precompilato nel quale lo Stato si era ‘dimenticato’ il figlio, per poi chiedere al professionista lumi sul come rimediare. La risposta è stata da manuale: “Lo vada a chiedere a Renzi!”

“Per avere in mano la propria vita, si deve controllare la quantità e il tipo di messaggi a cui si è esposti.”
CHUCK PALAHNIUK
17 - inserita il 25/05/2017 alle 17.50.06 - COMUNICAZIONE IVA: PROROGA ALL'ITALIANA - A cura di Antonio Gigliotti -
Cari amici e colleghi, ci risiamo. Non ce la possiamo fare. Si dice che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, e ancora una volta il comune sentire ci viene incontro per descrivere l’ennesima situazione incresciosa nella quale siamo costretti a lavorare.
Che la comunicazione periodica delle liquidazioni IVA non fosse nata sotto una buona stella l’avevamo capito (ed evidenziato) in fretta. Per mandare via “due dati due”, ovvero un modulino di una semplicità disarmante che, è evidente, servirà al solo scopo di rendere possibile qualche nuova sanzione e/o accelerare le verifiche per i versamenti non effettuati nei termini (e meno male che il ravvedimento era diventato ‘lungo’!), per “due dati due”, dicevamo, l’amministrazione finanziaria è riuscita a creare un sistema di trasmissione tutto nuovo, contorto come non mai. Che cosa è questa comunicazione se non la sorella minore della ormai abrogata Comunicazione Dati Iva annuale? Cosa c’è di diverso nella struttura? Nulla, assolutamente NULLA. Ma siccome noi siamo per la semplificazione mica potevamo usare i vecchi tracciati ed i vecchi programmi! Eh no, noi siamo avanti, noi siamo moderni. Noi semplifichiamo ed intanto ci crogioliamo nella compliance.
‘E’ tutto molto interessante’ canterebbe un giovanotto molto in voga in questo momento. E infatti, dall’oggi al domani, tanto per cambiare, ci è piombata sulla testa l’ennesima mazzata. Nuovo tracciato, obbligo di firma elettronica con modalità totalmente rinnovate (si vede che l’autentica di Entratel / Desktop Telematico è passata di moda), nuovo canale di trasmissione.
Risultato? Il solito, completo, assoluto CAOS. Per mandare poche righe di comunicazione abbiamo dovuto adeguare i software (ovviamente spendendo un sacco di soldi), e a pochi giorni dalla scadenza, fissata per il 31 maggio, sono proprio pochi quelli di noi che hanno avuto la fortuna di riuscire effettivamente a trasmettere. E non certo perché non avessimo i conteggi pronti.
Anche i software (dissanguamento economico compreso) erano in linea. Peccato che a non essere in linea con un canale di trasmissione un minimo ragionevole fosse l’Amministrazione. Non dimentichiamo, infatti, che originariamente non era stata prevista la possibilità di mandare un file contenente più dichiarazioni. Del che la correzione in corsa, i ritardi, la promessa di rinvio al 12 giugno.
Un enorme impianto di problemi del tutto INUTILI e del tutto EVITABILI con un minimo (ma proprio un minimo!) di criterio nel fare le cose.
Ora, ma con quale animo possiamo avere fiducia in un sistema che riesce a rendere tremendamente complicata una cosa che di per sé stessa è di una banalità assoluta? Fosse un incidente di percorso, pazienza. Ma se lo vediamo nel quadro dell’esplosione dei nuovi adempimenti (4 comunicazioni liquidazioni IVA e 2 ‘spesometri’, dal 2018 4 pure quelli), è evidente che semplificazione non è termine incluso nel vocabolario di alcuni, anche se amano tanto riempircisi la bocca. E sono poi gli stessi che ci vengono a parlare di compliance, di fisco amico, mentre noi ce ne stiamo lì, a bercele tutte, con un sorrisino compiaciuto stampato sulla faccia.
No. Non ce la possiamo fare. Se per caso vi fosse sfuggito, dopo che tutti i quotidiani fiscali, noi compresi, hanno annunciato la doverosa proroga, sta di fatto che a pochissimi giorni dalla scadenza, tra incertezze di trasmissione ed (ancor più gravi) incertezze normative - vedasi il caso dei curatori fallimentari - siamo ancora qua ad aspettare che la proroga divenga ufficiale. Ma noi, ovviamente, continuiamo ad avere (rispettosamente) (stupidamente) fiducia.
La gente mi chiede perché è così difficile fidarsi della gente, e io domando loro perché è così difficile mantenere una promessa.
(Anonimo)
16 - inserita il 24/05/2017 alle 19.16.09 - MODELLO REDDITI PF E CALENDARIO SCADENZE. - Studio Pazzaglia - Allegato PDF
Alla Spettabile Clientela,
in allegato si rende disponibile quanto in oggetto.
Cordiali saluti.
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